L’addebito della separazione – La prova dell’addebito

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Le conseguenze dell’addebito della separazione coniugale

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L’Avv. Chiara Pollini opera nel proprio Studio Legale in provincia di Firenze, nel Comune di Sovigliana-Vinci, a pochi passi dal centro città di Empoli. Lo Studio si occupa, tra l’altro, di diritto di famiglia e di procedimenti di separazione e divorzio dei coniugi.

L’addebito della separazione è da sempre questione di particolare importanza nel contesto di una crisi coniugale. Per sommi capi, in un precedente articolo del blog, sono stati già illustrati i requisiti per richiedere l’addebito della separazione all’altro coniuge, requisiti che qui troveranno ulteriore approfondimento.

La domanda di addebito può essere svolta dal coniuge richiedente la separazione nel ricorso introduttivo, oppure dal coniuge che è stato citato in giudizio all’atto della propria costituzione con domanda riconvenzionale. Inoltre, la Giurisprudenza più recente ha ritenuto la domanda di addebito della separazione ammissibile anche nella memoria integrativa ex art. 709 comma III c.p.c., valorizzando la natura bifasica della separazione giudiziale. 

La prova dell’addebito deve essere fornita dal coniuge richiedente e, solitamente, a tal fine viene addotto l’allontanamento dell’altro coniuge dalla casa coniugale. Tuttavia, di per sé, l’allontanamento volontario dalla casa coniugale può non bastare, in quanto la prova dell’addebito della separazione coniugale richiede che si dimostri al Giudice che la causa della crisi coniugale è imputabile – con rapporto causa/effetto – unicamente ed esclusivamente alla condotta dell’altro coniuge contraria ai doveri nascenti dal matrimonio. 

L’abbandono del tetto coniugale è, dunque, sicuramente contrario ai doveri nascenti dal matrimonio, tuttavia, se quello dei coniugi che si è allontanato da casa fornisce adeguata prova di averlo fatto per giusta causa, dedurre in giudizio l’abbandono del tetto coniugale non sarà sufficiente ad ottenere l’addebito della separazione. 

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La stessa infedeltà coniugale, di per sé, può quindi non bastare a vedere accolta la domanda di addebito della separazione, qualora il coniuge che è stato infedele riesca a dimostrare che la causa della crisi coniugale è individuabile in un diverso ulteriore fattore, quest’ultimo ascrivibile alla condotta o allo stile di vita dell’altro. Dunque, le più comuni ragioni delle richieste di addebito della separazione, cioè  “abbandono del tetto coniugale” e “infedeltà”, rappresentano comportamenti che il Giudice valuterà attentamente, indagando il nesso di causalità tra quelli e l’intollerabilità della convivenzaovvero tra quelli e la crisi coniugale nel suo complesso

Qualora il Giudice si convinca che una parte ha tenuto una condotta contraria ai doveri matrimoniali, sarà onere del coniuge, cui è imputata tale violazione, fornire la prova della giusta causa del proprio comportamento. Se questa prova non è fornita, al coniuge che ha violato i doveri nascenti dal matrimonio sarà addebitata la separazione per avere causato la crisi definitiva del matrimonio. 

I casi affrontati in Giurisprudenza sono i più svariati, a conferma che la richiesta di addebito della separazione deve esser prudentemente svolta dall’avvocato che si occupa di separazioni giudiziali, in quanto è fondamentale circostanziare e provare la condotta in violazione dei doveri coniugali e il nesso di causa/effetto. 

Le conseguenze dell’addebito della separazione.

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La più importante conseguenza della Sentenza che pronuncia la separazione con addebito importa che al coniuge -al quale la separazione viene addebitata- non possa essere riconosciuto il diritto al mantenimento (art.156 co.1 c.c.), pur mantenendo il diritto agli alimenti, ove ne ricorrano i presupposti.

Tra le conseguenze dell’addebito della separazione vi è la perdita dei diritti successori nei confronti dell’altro coniuge (art. 548 co.2 c.c.), salvo diritto ad un assegno vitalizio a carico dell’eredità alla condizione che già gli fosse riconosciuto il diritto agli alimenti.

Altra eventuale conseguenza dell’addebito della separazione (le domande di regola sono svolte contestualmente, sebbene siano giuridicamente autonome e distinte) può essere il diritto al risarcimento del danno conseguente la violazione dei doveri nascenti dal matrimonio che si sia concretizzata in una violazione dei diritti fondamentali della persona (del coniuge a cui la separazione non è stata addebitata).  I casi giurisprudenziali concernono tre fattispecie di fatto: richiesta di risarcimento danni in caso di separazione per violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale; richiesta di risarcimento danni in caso di separazione per violazione degli obblighi di assistenza e solidarietà tra i coniugi e, infine, richiesta di risarcimento danni in caso di separazione per mancata conoscenza delle condizioni di salute psicofisiche e/o sessuali dell’altro coniuge. 

Si precisa che dall’accoglimento della richiesta di addebito della separazione non discende automaticamente anche il riconoscimento del diritto al risarcimento del danno che, come sopra accennato, costituisce una diversa e ulteriore domanda che il Giudice sottoporrà a ulteriore e diverso accertamento, in base alle prove fornite dal richiedente circa il rapporto di causa/effetto tra la violazione dei doveri coniugali e la lamentata lesione dei diritti della persona

Per ulteriori informazioni sulla possibilità di richiedere la separazione personale dal coniuge con addebito (separazione giudiziale), per consulenze in materia di separazione o divorzio, consensuale o giudiziale, per prendere un appuntamento in Studio o richiedere un parere online, Vi invitiamo a contattare lo Studio Legale ai recapiti indicati nel sito.

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